Il Bel Paese che non rispetta i diritti umani

Ennesimo certificato di arretratezza rilasciato al Bel Paese dalla comunità internazionale. E’ arrivato oggi, da Strasburgo, più precisamente dalla Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti di alcune coppie omosessuali che ad essa si erano rivolte dopo aver trovato nel nostro paese il solito muro di gomma. L’Italia viola, ha sentenziato in buona sostanza la corte di Strasburgo, l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che stabilisce la norma secondo la quale, in ogni nazione che l’ha sottoscritta, debba esserci un reale rispetto della vita privata e familiare.

“Ogni persona – recita l’articolo 8 della convenzione – ha diritto al rispetto della propria vita privata. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui”.

Bene, e adesso? La classe politica italiana, che pretende di regolare le nostre vite, soprattutto nello schieramento politico di centro destra e nell’area cattolica più conservatrice, farà ancora orecchie da mercante? Vorrà ancora costringere il Paese nell’arretratezza e nell’oscurantismo? Continuerà a dare dimostrazione di arroganza, prepotenza e scarso senso democratico? E il premier Renzi, che aveva promesso una legge che regolamentasse in modo moderno le situazioni familiari delle coppie di fatto, manterrà la sua promessa?

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