E’ ancora in voga la politica della caccia alle streghe

C’è una polemica in corso, in questo periodo, che merita di essere segnalata, sebbene abbia contorni che sono all’insegna dell’inutile e del già visto. Parliamo dello spettacolo che, il 18 e 19 settembre, aprirà la nuova stagione del Teatro Olimpico di Vicenza. E’ la prima italiana del nuovo lavoro della catalana Angelica Liddell, dal titolo “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Cantata Bwv4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!”

Angelica Liddell

Angelica Liddell

Ebbene, c’è una levata di scudi contro questo spettacolo, giudicato blasfemo dal mondo politico di destra e soprattutto dalla Lega Nord, che con Matteo Salvini che ha cavalcato la tigre chiedendone la soppressione. Si tratta di qualcosa di già visto perché l’intolleranza e l’insofferenza nei confronti dell’arte e del libero pensiero accompagnano purtroppo l’uomo fin dai suoi primi passi nel mondo, e malgrado il nostro progresso lo fanno ancora.

Nessuno di noi ha ancora visto lo spettacolo, compresi i suoi critici preventivi, ma abbiamo letto le note di regia e le dichiarazioni dei protagonisti, come l’intervista rilasciata nei giorni scorsi a Repubblica dalla stessa attrice e regista spagnola. Come tutte le creazioni artistiche non banali e che non si limitano al puro intrattenimento, il lavoro della Liddell è piuttosto dirompente, in linea insomma con il suo stile provocatorio ed estremo.

“Abbiamo lavorato sul testo – dice l’autrice – per costruire un’eresia: trapiantare il fervore dell’amore sacro nel territorio dell’amore profano. Si tratta di una mistica rovesciata che cerca di trovare il senso del sacro all’interno dell’eresia stessa”. Tutt’altro che banale dunque l’esperimento tentato, per il cui raggiungimento vengono evocate provocazioni anche forti come la masturbazione femminile con l’uso di un crocefisso. Ed è proprio questo il passaggio incriminato.

Sebbene forte, questa scena deve però essere letta nel contesto generale dell’opera, e pare oscurantista e intollerante chi chiede una soppressione preventiva dello spettacolo sulla base di una sorta di presunto vilipendio della religione. Che almeno lo si veda, prima di giudicare. Ma, si sa, i motivi che scatenano la polemica in casi come questo sono sempre altri, e di ben più basso profilo. E’ la solita caccia al voto insomma, da parte di una certa classe politica ormai così priva di contenuti e di visioni per il futuro che non può far altro che strumentalizzare tutto quello che le capita a tiro per raccogliere consenso, per di più colpendo gli avversari, in questo caso l’amministrazione comunale di Vicenza, a guida Pd, sotto la cui responsabilità ricade il prestigioso e storico Teatro Olimpico.

Ed è questo che deve preoccupare, ovvero che c’è una parte del potere politico italiano che è intollerante e poco democratica, che vorrebbe zittire ogni espressione artistica che non le piace, e che inoltre riesce solo ad aggredire e criticare, senza proporre in realtà mai niente. Per quanto riguarda la Chiesa cattolica infine, la sua scelta nei confronti del lavoro della Liddell è quella di non entrare nella polemica politica. Interverrà eventualmente a spettacolo andato in scena, se esso conterrà elementi giudicati offensivi nei confronti della fede.

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