Profughi in attesa di imbarcarsi per l'Europa – Foto: Mohamed Ali Mhenni
Profughi in attesa di imbarcarsi per l'Europa – Foto: Mohamed Ali Mhenni

Muoiono come mosche i migranti nel Mediterraneo

Muoiono come mosche i migranti nel Mediterraneo. Ed invece di scaturirne un sentimento di pietà, di solidarietà, di umanità, nel nostro paese prosegue la persecuzione razzista e schiavista, e dilaga la propaganda nazista. Ripetiamole allora queste poche parole, la cui ovvietà non le rende meno vere. Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà. Vi è una sola umanità, e tutti gli esseri umani ne fanno parte. Salvare le vite è il primo dovere.

Per far cessare la disperata fuga dalla fame e dalle guerre occorre cessare di fare le guerre, occorre cessare di imporre la fame, che è conseguenza della rapina coloniale e neocoloniale, imperiale e subimperiale, delle altrui risorse e dei beni comuni. Responsabili delle guerre e della fame sono i poteri dominanti nel mondo, le cui centrali di comando sono ovviamente nel Nord ricco. Ma finchè non si riesce a far cessare le guerre e la fame occorre almeno salvare le vite che salvare è possibile, e per salvarle occorre innanzitutto soccorrere, accogliere, assistere tutti.

I responsabili primi della strage nel Mediterraneo, come della rapina e delle guerre che insanguinano il sud del mondo, sono i governanti europei (non solo, certo, ma innanzitutto) che impedendo agli esseri umani in fuga dall’orrore e dalla morte di giungere in salvo in modo legale e sicuro, li costringono a gettarsi nelle grinfie dei trafficanti mafiosi, schiavisti e assassini. Basterebbe quindi che i governanti europei, o almeno un solo stato europeo, l’Italia ad esempio, riconoscesse a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese, nel nostro continente, e la strage nel Mediterraneo cesserebbe di colpo, e il lucroso e sanguinolento mercato illegale nelle mani dei trafficanti mafiosi scomparirebbe.

In Italia la maggior parte dei migranti è sottoposta a vessazioni crudeli e ignobili, sovente a condizioni di schiavitù. Vi è un razzismo istituzionale criminale e criminogeno, incostituzionale e barbaro. Fino all’infamia dei campi di concentramento, fino all’infamia delle deportazioni. Queste antinorme devono essere abrogate, queste strutture e pratiche malvagie devono essere abolite. L’Italia deve tornare al rispetto della sua Costituzione repubblicana, democratica, antifascista: quindi antischiavista e antirazzista. L’Italia deve tornare ad essere uno stato di diritto, un paese civile.

Senza girarci intorno: occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre; occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese; occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti; occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d’origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa; occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell’uccisione di esseri umani; occorre proibire la produzione e il commercio delle armi; occorre promuovere la pace con mezzi di pace. Ogni vittima ha il volto di Abele. Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.

Viterbo, 31 agosto 2015

Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

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