Scuola e Cda Rai, estate di una democrazia ammalata

“Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io”. Sono parole piuttosto note, riprese negli anni da molti organi di informazioni, e furono pronunciate da Licio Gelli durante un’intervista rilasciata a Repubblica.it nel 2003. Per i buoni osservatori della nostra società, del resto, tutto questo non è motivo di meraviglia. Il piano della loggia massonica P2 è stato dunque attuato in pieno in Italia, e ci troviamo a vivere in quella società che veniva teorizzata ed auspicata da Gelli e dai suoi affiliati.

Licio Gelli

Licio Gelli

Controllo degli organi di informazione, omologazione del pensiero, lotta senza quartiere alla vera cultura e alla vera libertà, conformismo diffuso negli stili di vita, scuola pubblica ghettizzata a favore di quella privata, questi i capisaldi dello Stato pensato dalla P2, già negli anni ’70. I governi di centro destra, negli ultimi decenni,  hanno certamente avuto un ruolo notevole, ma anche quelli di centro sinistra non mancano di responsabilità, quantomeno per non aver invertito la rotta quando potevano farlo.

Un discorso particolare va fatto invece per l’attuale esecutivo, che pare il più deciso a procedere su questa strada di angosciante ingiustizia sociale. Ed è inoltre ancora valido l’adagio secondo il quale il lupo perde il pelo ma non il vizio, dato che anche quest’anno abbiamo assistito alla sceneggiata che vuole che le decisioni più indigeribili siano prese nel mese di agosto, quando gli italiani staccano la spina per le ferie. E i due rospi che dobbiamo ingoiare nell’estate 2015 riguardano forse i comparti più cruciali, quelli che formano le coscienze della gente e con i quali si dovrebbe cominciare per cambiare le cose: la scuola e la televisione. In entrambi i casi, naturalmente, si interviene per non cambiare nulla, anzi per consolidare l’iniquità.

La riforma della scuola, chiamata clamorosamente “La buona scuola”, è stata in realtà varata già da mesi, e se ne è parlato non poco. Di questi giorni è però una parte della sua attuazione, con l’assunzione (o presunta tale) di un certo numero di insegnanti precari. Saranno molti quelli che dal sud dovranno spostarsi al nord, e l’impressione è che si voglia, senza troppi scrupoli, sfoltire il numero degli insegnanti precari in attesa di una cattedra, costringendone molti a rinunciare all’assunzione per liberarsi di loro una volta per tutte, dato che con la rinuncia si perde l’inserimento in graduatoria. Quanto alla questione della nuova figura del preside, che diviene “manager scolastico“, ci sembra che vada nella direzione di una inquietante “scuola-azienda”, e magari sarà oggetto di un nostro prossimo post.

Ma la vera ciliegina sulla torta governativa di questa estate è la nomina del nuovo Cda della Rai. Il nuovo presidente della Rai Tv, come tutti sanno, è Monica Maggioni. Bene, fermiamoci un attimo a riflettere: chi è il nuovo presidente della Rai? Cosa ha fatto di importante per essere scelta tra i tanti eccellenti professionisti del mondo dei media e della cultura? Rilevando il testimone da Corradino Mineo, ha diretto negli ultimi anni Rai News 24, a detta di molti senza troppo brillare.

Di lei si ricorda soprattutto la partecipazione alla riunione dell’anno scorso del Gruppo Bilderberg… Ma qualcuno si ricorda, ad esempio, una brillante intervista fatta ad un personaggio importante secondo i criteri del giornalismo libero ed intelligente? Si ricordano riflessioni o commenti di spessore e profondità? Valutazioni innovative che aprano prospettive e stimolino il telespettatore a pensare? Non stiamo chiedendo l’impossibile, sono ancora tanti in fondo, in Italia, i bravi giornalisti, gli intellettuali, gli scrittori, dei quali si potrebbe rispondere: sì, lo ha fatto in questa occasione o in quell’altra.

Può darsi che qualche perla di saggezza della Maggioni ci sia sfuggita in questi anni. Niente ci renderebbe più felici che il poter dire che ci siamo sbagliati e che il nuovo presidente Rai è persona di profondi contenuti, con una visione del futuro che guarda ad un vero progresso e ad una società migliore. Preghiamo chiunque di segnalarci, se può, queste perle che ci siamo persi. Fino ad allora dovremo purtroppo rimanere convinti che nel nostro Paese vi sia chi sta in operando per arrivare ad una svalutazione e alla svendita del servizio pubblico radio televisivo. Cosa che del resto, sotto certi aspetti, avviene anche per la scuola. “E’ il Piano Rinascita, bellezza…”

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