22.000 nuove sale per il gioco d'azzardo in Italia? (immagine tratta dal Blog di Beppe Grillo)
22.000 nuove sale per il gioco d'azzardo in Italia? (immagine tratta dal Blog di Beppe Grillo)

Ludopatia, migliaia di nuove sale gioco in Italia?

E’ davvero incredibile, solo in Italia possono succedere certe cose. Ci scusiamo per lo sfogo, ma è davvero così. L’argomento di cui parliamo è il gioco d’azzardo, del quale si discute molto da tempo a livello locale, cercando le misure più adatte per arginare un fenomeno che troppe volte è causa di dolore e rovina economica per tante famiglie. I Comuni, come riportato più volte, hanno fatto di recente delle ordinanze con le quali si limita l’orario di funzionamento di slot machine e delle altre varie macchine mangia soldi.

Camillo Benso di Cavour

Camillo Benso di Cavour

Vi sono spesso manifestazioni spontanee di cittadini, che partecipano in massa contro l’apertura di nuove sale scommesse o sale gioco in generale. Insomma, sembrano essere tutti d’accordo sul fatto che il proliferare del gioco d’azzardo sia a dir poco pernicioso. Ad essere buoni si potrebbe anche usare l’espressione di Cavour, quando definì il Lotto (e vale per ogni scommessa) la “tassa sugli imbecilli”. Però, si potrebbe dire, lo Stato ci guadagna. Ebbene, ci sia consentito dire che questa è un’altra imbecillità poiché, se da un lato c’è un guadagno pubblico immediato, dall’altro ci sono spese anche maggiori, sempre pubbliche, necessarie per sanare i danni causati dalla ludopatia.

E poi lo Stato non è un’azienda, e non deve ragionare come tale, pensando principalmente al fatturato. Deve invece pensare al bene dei cittadini, e se vuole fare il suo mestiere fino in fondo deve anche farlo cercando di favorire una equa ripartizione delle ricchezze all’interno della società. Sia a livello locale però, che a livelli più alti, in molti si lamentano di uno Stato che invece fa poco, che non è neanche capace di scrivere una legge che regolamenti in modo serio il gioco d’azzardo. Ma tutto questo è abbastanza noto, e purtroppo non meraviglia.

Quello che invece sconcerta è che, nonostante le premesse di cui sopra, il governo avrebbe ora inserito nella legge di stabilità quella che, se confermato, sarebbe una vera ciliegina (avvelenata) sulla torta, vale a dire il via libera all’apertura di 22 mila nuove sale da gioco. O, come si è precisato da parte governativa quando la polemica è scoppiata, la regolarizzazione o il rinnovo (non è chiaro), di queste sale gioco (o un numero inferiore, cambia comunque poco dato che sempre di migliaia si tratta). Il segnale da dare era invece un altro: ridurne il numero.

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