Terrore a Parigi. E’ l’11 settembre europeo

L’11 settembre francese, anzi si può dire europeo. Non c’è retorica in queste parole, che purtroppo sono vere. Fanatici armati di pistole e di fucili mitragliatori che sparano sulla folla in un locale, il Bataclan, ed in alcuni ristoranti; kamikaze che si fanno esplodere; panico nello stadio dove gioca la nazionale di calcio francese e dal quale il presidente della Repubblica, Francois Hollande, viene portato via di corsa; 128 morti e fin troppi feriti. Follia pura insomma. Le dimensioni degli attentati di Parigi non saranno quelle delle Torri gemelle, ma l’atmosfera che hanno generato lo è certamente. E già si sentono commenti che chiedono un intervento armato contro il nemico islamico.

Sul fatto che i fanatici dell’Isis rappresentino un pericolo per la pace mondiale siamo tutti d’accordo. E’ forse sulle cause di tutto questo e sul come affrontare il problema che i punti di vista potrebbero invece farsi diversi. Ma per affrontare questo tema incandescente aspettiamo che lo sdegno, il dolore e la paura di queste ore, lascino il posto ad una riflessione più seria e pacata. Ora è solo il momento del silenzio e del cordoglio, della vicinanza ai nostri amici francesi per quanto è successo. Quello che sarebbe importante sentire è una presa di distanza dal mondo islamico moderato, dalle comunità degli immigrati islamici nel nostro paese ad esempio, in modo da evitare strumentalizzazioni ed una escalation la cui fine non potrebbe che essere tragica per tutti.

Già cominciano a parlare al di sopra delle righe coloro che possono usare quanto è accaduto a Parigi per una propaganda contro tutto l’Islam, anche quello moderato, che non cerca davvero lo scontro armato con l’Occidente, il mondo islamico vero insomma, quello che ha capito il messaggio che è alla base di quella come delle altre religioni, ovvero pace, amore, compassione per i più deboli. Ma si sa, tutte le religioni (o quasi) hanno al loro interno frange fanatiche, oscurantiste, prevaricatrici, che vanno da tutt’altra parte e che, in un modo o nell’altro, versano o hanno versato, con la stessa mancanza di scrupoli, il sangue dei loro adepti e quello dei loro oppositori.

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