Diritti civili e Teoria gender. La storia vada avanti!

C’è una domanda che aleggia spesso sulla nostra società negli ultimi tempi, ed è la seguente: esiste la così detta “Teoria gender”? Potremmo scherzarci sopra e definirla la classica domanda da 64 mila dollari. Il tema però è serio, poiché riguarda uno dei diritti civili che in questo Paese sono purtroppo ben poco rispettati, a causa di una morale bigotta e di una completa mancanza di scrupoli da parte di prepotenti e privilegiati. L’argomento è di particolare importanza in questi giorni, nei quali si tiene in tutta Italia la Marcia dei diritti, proprio per chiedere il riconoscimento di una parità tra gli esseri umani, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Azzardiamo dunque una risposta al fatidico quesito. La risposta logica dovrebbe essere NO, la “Teoria gender” non esiste. Non c’è, in altre parole, una sorta di disegno occulto per corrompere i giovani (guarda caso la stessa accusa che fu mossa a Socrate). Chi si batte perché gli omosessuali abbiano il diritto di essere considerati uguali ad ogni altra persona porta semplicemente avanti una battaglia di civiltà e di progresso, vogliamo aggiungere anche di buon senso. Non chiede altro se non di non essere discriminato.

E’ invece vero quello che potremmo definire il rovescio della medaglia. Anzi, in un certo senso arriviamo a dire che la “Teoria gender” forse esiste davvero, ma non è quella che ci viene descritta. Non c’è insomma un disegno per arrivare ad una confusione dei ruoli e dei sessi. Forse ce n’è invece un altro, che prende di mira non solo gli omosessuali ma tutti noi, ed è un disegno che vuole imporre una società più autoritaria e limitare le libertà di tutto il popolo, allargando il solco tra i privilegiati e le persone normali. C’è un disegno che vuole che gli omosessuali siano ghettizzati ed emarginati proprio perché si vuole, semplicemente, mantenere questo diritto ad emarginare qualcuno.

Che siano i gay o gli immigrati, o anche le donne o i più poveri, poco importa. Basta che appartengano alle fasce più deboli della popolazione. Finché c’è qualcuno da emarginare, ci sarà sempre chi detiene i privilegi. Ed è questo che la vera “Teoria gender” vuole ottenere: più emarginazione per allontanare l’uguaglianza sociale, il vero spettro temuto da costoro. Che mirano dunque a solo a mantenere, ed anzi aumentare, i loro privilegi, ipocritamente usando un perbenismo e un benpensantismo che sono puramente di convenienza, oltre che di facciata.

Del resto è chiaro a tutti che, se in una società nessuno è emarginato e si offrono pari opportunità, si è molto vicini ad una convivenza tra eguali. E la sopravvivenza della famiglia non c’entra. Il concetto di famiglia sopravviverebbe anche se esistessero famiglie in cui i genitori sono dello stesso sesso. Ciò che rende davvero buono un nucleo familiare sono i sentimenti, e questi prescindono dall’anagrafe. Nessuno vuole distruggere l’attuale concetto di famiglia come prima cellula della società. Si vorrebbe solo essere liberi di costruire la propria come meglio si crede.

Insomma, c’è un j’accuse che deve levarsi alto: attenzione, vogliono sottometterci! Difendiamoci da oscurantisti e autoritaristi che vogliono riportare indietro di decenni, se non di secoli, la nostra storia. Non debbono avere la meglio. Oggi prendono di mira i gay, cercando di fermare il progresso che inevitabilmente porterà anche la società italiana a quel livello di civiltà che la maggior parte delle altre nazioni europee ha già raggiunto.

Se la spuntassero, domani se la prenderebbero con altri di noi, come gli ambientalisti, i pacifisti, coloro che pensano con la propria testa, gli intellettuali scomodi, gli artisti non allineati, o tutti coloro che vogliono migliorare le condizioni dei lavoratori e dei meno fortunati. Alla fine verrebbero ad essere messe in discussione tutte le conquiste fatte nei secoli. Altro che uguaglianza, se li si lascia fare ci riporterebbero al feudalesimo. Saremmo di nuovo, anche fisicamente, schiavi al servizio di lorsignori padroni e privilegiati.

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